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Il pneumatico ricostruito riduce la produzione di rifiuti.

Ogni anno nell'Unione Europea la sostituzione dei pneumatici degli autoveicoli genera in media 225 milioni di gomme da smaltire a cui se ne aggiungono diversi milioni derivanti dai veicoli a fine vita. Il problema del loro impatto sull'ambiente è molto serio: occorrono circa 100 anni perché un pneumatico immesso nell’ambiente si deteriori completamente. Con la ricostruzione dei pneumatici si può ridurre la produzione di PFU (pneumatici fuori uso) e rallentare in modo considerevole il flusso di smaltimento dei pneumatici. Ogni anno, grazie alla ricostruzione, è possibile evitare l'immissione nell'ambiente di 30.641 tonnellate di pneumatici. Inoltre la ricostruzione abbatte le emissioni di CO2 di circa il 30%.

 

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I pneumatici ricostruiti vengono impiegati quotidianamente da aerei, flotte pubbliche e private, veicoli militari, autotrasportatori, autobus, agricoltori e veicoli di emergenza. L’uso dei ricostruiti consente alle compagnie aeree notevoli risparmi. Negli atterraggi il consumo di battistrada è molto forte e un treno di gomme ha una durata limitata. Poiché le tecniche di ricostruzione sono sottoposte a severi norme tecniche e la struttura del pneumatico è ancora perfettamente integra dopo diversi atterraggi, è sufficiente sostituire il battistrada usurato per ottenere un prodotto ancora in grado di garantire le originarie condizioni di affidabilità e sicurezza.
 

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Gli Stati Uniti d'America  sono uno degli stati in cui si ricostruiscono più pneumatici. Questo non perché sia un  paese povero, ma perché la vocazione ecologica è elevatissima ed ha un unico obiettivo finale: minimizzare i rifiuti e risparmiare energia. In termini di percentuali si "ricostruisce" più del 30% in America rispetto all'Italia.

 

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Scegli il risparmio

Il pneumatico ricostruito costa meno di un pneumatico nuovo. Confrontando i prezzi medi risulta che un pneumatico ricostruito può consentire un ingente risparmio rispetto all'acquisto di un pneumatico nuovo. Ogni anno gli italiani che scelgono il ricostruito risparmiano in media 279 milioni di euro (stime Airp).Ai risparmi per gli utilizzatori si aggiungono anche quelli che riguardano l'intero Paese. La ricostruzione salva circa il 70% dei materiali originari del pneumatico. L'Italia, infatti, risparmia di media annualmente 107 milioni di litri di petrolio e 30.641 tonnellate di altre materie prime strategiche come gomma naturale e sintetica, nero fumo, fibre tessili, acciaio e rame.

 

punto elenco Normative a favore della ricostruzione

2002
La Finanziaria 2002 - legge 28 dicembre 2001 n° 448 – ha previsto la riserva del 20% per i pneumatici ricostruiti negli acquisti di pneumatici di ricambio delle flotte pubbliche. Al comma 14 dell’art. 52 si legge:

Per finalità di tutela ambientale correlate al potenziamento del settore della ricostruzione di pneumatici usati, le amministrazioni dello Stato, delle Regioni, degli enti locali e dei gestori di servizi pubblici e dei servizi di pubblica utilità, pubblici e privati, nell’acquisto di pneumatici di ricambio per le loro flotte di autovetture e di autoveicoli commerciali ed industriali, riservano una quota all’acquisto di pneumatici ricostruiti, pari ad almeno il 20 per cento del totale”.

2004
La Corte Costituzionale ha emanato una sentenza di rilievo per la tutela ambientale in cui ha ribadito la validità dell’obbligo della riserva per i pneumatici ricostruiti della quota del 20% negli acquisti di pneumatici al ricambio delle flotte pubbliche (Finanziaria 2002).

Nella sentenza si legge che “è evidente la valenza ecologica dell’attività di ricostruzione dei pneumatici, in quanto, secondo talune stime, tende a ridurre di circa la metà i pneumatici usati da avviare allo smaltimento, consentendo, nello stesso tempo, di valorizzare un’utile risorsa con conseguente risparmio energetico ed economico. Inoltre – continua la motivazione della sentenza della Corte Costituzionale – i processi di ricostruzione delle gomme usate sono presi in considerazione dalla normativa comunitaria, anche sotto il profilo della sicurezza del prodotto, come si può desumere dalle decisioni del Consiglio 2001/507/CE e 2001/509/CE del 26 giugno 2001 concernenti l’adesione della Comunità europea ai regolamenti nn.108 e 109 della commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite relativi all’omologazione della produzione di pneumatici ricostruiti per i veicoli a motore ed i loro rimorchi